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Depuratore d'acqua VS bottiglie di plastica

Acqua in bottiglia VS Acqua microfiltrata, una sfida impari

4 anni fa
Altieri Service
Ambiente, Casa

L’Italia è il primo Paese a livello europeo e il secondo a livello mondiale per il consumo di acqua in bottiglia. Un dato significativo, specialmente se valutato alla luce dell’attenzione che negli ultimi anni viene posta sul fenomeno dell’inquinamento delle bottiglie di plastica. Una contraddizione? O c’è qualcosa che spesso viene taciuto e che sfugge alla comprensione? Parliamo di numeri impressionanti che richiedono attenzione; motivo per cui vogliamo entrare nel cuore del problema e capire la differenza che c’è tra l’acqua in bottiglia e l’acqua microfiltrata. L’obiettivo è capire perché l’acqua in bottiglia è oggi, nonostante le tante, enormi, criticità e, soprattutto, alternative valide, la scelta preferita dagli italiani. E capire perché, invece, l’ago della bilancia delle preferenze dovrebbe pendere verso l’acqua microfiltrata.

Cosa troverai in questo articolo:

  • Pro e contro dell’acqua in bottiglia
    • Perché sì
    • Perché no
  • Pro e contro dell’acqua microfiltrata
    • Perché sì
    • Perché no

Pro e contro dell’acqua in bottiglia

Andiamo con ordine e partiamo dal comprendere quali sono i vantaggi dell’acqua in bottiglia. Nonostante tutto deve avere dei vantaggi, altrimenti non si spiegherebbe la diffusione delle bottiglie e delle bottigliette di acqua.

Perché sì

Possiamo individuare tre ragioni per cui l’acqua in bottiglia di plastica è così diffusa: provenienza, sapore e praticità. Le acque in bottiglia, per legge, devono essere imbottigliate in prossimità delle sorgenti, ovvero dove non c’è l’influenza umana e le proprietà e la qualità dell’acqua possono essere preservate.

C’è poi la questione sapore. Può sembrare un paradosso, ma l’acqua in bottiglia ha nella maggior parte dei casi un sapore migliore e più gradevole rispetto a quello dell’acqua del rubinetto. E c’è una ragione precisa: l’assenza di cloro. Il cloro, infatti, viene utilizzato nel trattamento dell’acqua potabile, quella che fuoriesce dal rubinetto, per evitare la formazione di batteri, alghe e altri microrganismi. Trattamento non necessario nell’acqua in bottiglia in quanto, come detto, l’imbottigliamento avviene direttamente alla sorgente e non necessita di questo tipo di processo.

Infine, ma forse il più incisivo e paradossale: la praticità. Ovunque andiamo sappiamo che possiamo trovare una bottiglietta d’acqua. I distributori automatici sono ormai ovunque: dagli uffici pubblici alle attività private, passando per università, ospedali e qualsiasi tipo di attività commerciale. Le bottiglie di plastica sono quindi diventate nel corso del tempo il metodo considerato più pratico per trasportare l’acqua e averla sempre con sé.

Perché no

Di contro ci sono i costi maggiori, il problema dell’inquinamento e tutti i rischi legati al trasporto e al trasporto in contenitori di plastica. L’acqua in bottiglia costa di più, è un dato di fatto. Anche quella più economica, quella in offerta al supermercato, se confrontata con quella del rubinetto, ha un costo maggiore. Il problema forse più grave dell’acqua in bottiglia non è però quello economico, ma quello legato all’inquinamento della plastica.

Lo smaltimento di questo materiale ha costi enormi dal punto di vista energetico, senza considerare che anche il riciclo non è sempre possibile o così vantaggioso. Infine, ma non meno grave degli altri, l’elemento qualità. Se è vero che alla fonte l’acqua in bottiglia è più sana, c’è però da considerare come questa non arrivi immediatamente nelle dispense o nei frigoriferi delle nostre case, ma passa per migliaia di chilometri stipata in diversi mezzi di trasporto e in differenti condizioni metereologiche. Se si pensa che ogni bottiglia d’acqua ha una “data di scadenza” entro la quale consumarla, si può ben capire quali sono i rischi legati al deterioramento della plastica e al mantenimento delle proprietà organolettiche dell’acqua.

Pro e contro dell’acqua microfiltrata

Solitamente quando si confronta l’acqua in bottiglia lo si fa con quella del rubinetto. Noi la stiamo confrontando con quella microfiltrata, considerando questa tecnologia (ne abbiamo parlato in un apposito approfondimento) ideale per migliorare la qualità dell’acqua potabile. Vediamo, quindi, quali sono i pro e i contro di questo tipo di soluzione.

Perché sì

Possiamo riassumere i vantaggi della microfiltrazione in: qualità e controllo, personalizzazione, risparmio e tutela dell’ambiente. L’aspetto probabilmente più importante è quello legato alla qualità dell’acqua. Troppo spesso, infatti, si ignora che la qualità dell’acqua del rubinetto non è esente da rischi (calcare, arsenico, cloro e potassio e altre sostanze). Beviamo un’acqua non sempre perfettamente priva di contaminazioni, con tutti i rischi che questo comporta sia per la salute che a livello alimentare. Dotarsi di un impianto di microfiltrazione è quindi un ulteriore livello di protezione posto all’ingresso della propria abitazione. L’acqua della rete idrica, infatti, viene filtrata subito prima di fuoriuscire dal rubinetto, assicurando sempre la migliore qualità possibile.

Le moderne unità di microfiltrazione consentono di avere anche acqua frizzante oltre a quella naturale. Questo è un vantaggio incredibile sia in termini di qualità che di comodità. In qualsiasi momento, semplicemente aprendo l’erogatore, dal rubinetto esce l’acqua perfetta per quel preciso momento.

Se, come abbiamo già detto, l’acqua in bottiglia costa più di quella del rubinetto, viceversa quella microfiltrata costa meno di quella in bottiglia. Un risparmio economico, ma anche in termini di fatica, non dovendo caricarsi continuamente di bottiglie e cestelli d’acqua. Tutto è nella propria casa, sempre sicuro e perfetto. Infine l’aspetto ecologico. L’acqua microfiltrata abbatte tutto l’inquinamento legato alla plastica, eliminando anche il fastidio di doverla smaltire.

Perché no

Volendo individuare delle criticità delle unità d’acqua microfiltrata possiamo trovare il costo iniziale, quello della manutenzione e l’ingombro del dispositivo. Ovviamente parliamo di un costo iniziale che bisogna sostenere per acquistare l’impianto, così come di una spesa regolare (semestrale o annuale) per la sostituzione dei filtri e la pulizia dell’impianto per mantenerne sempre il corretto funzionamento. In molte abitazioni l’unità dell’acqua potrebbe essere troppo voluminosa per essere inserita sotto il lavello o comunque ridurre lo spazio che si ha a disposizione.

In realtà il problema dell’ingombro può essere risolto orientandosi verso le soluzioni sotto lavello, così come confrontando i costi con quelli delle bottiglie e facendo una valutazione complessiva anche in termini di vantaggi per la salute e la qualità dell’acqua, la microfiltrazione risulta essere sempre la scelta migliore rispetto alle bottiglie di plastica.

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