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Quando ci occupiamo di incentivi, detrazioni e bonus per l’efficienza energetica di un immobile pensiamo quasi esclusivamente alla prima casa, quella in cui si abita. In realtà un’esperienza comune è quella legata a immobili ereditati, magari da genitori che sono venuti a mancare e che per quell’appartamento avevano in corso detrazioni fiscali residue per interventi edilizi effettuati negli anni precedenti. Come ci si comporta in questi casi? Cosa prevede la legge? Facciamo un po’ di chiarezza su un argomento tanto importante quanto delicato.
Cosa troverai in questo articolo:
In caso di decesso del beneficiario originale, il diritto alle detrazioni fiscali per interventi come il Bonus Ristrutturazioni, l’Ecobonus, il Sismabonus e il Superbonus non scompare, ma si trasmette agli eredi. Va però precisato che il passaggio non è automatico per tutti. La legge stabilisce infatti che la fruizione del beneficio si trasmetta per intero esclusivamente all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene. Questo significa che la detrazione non spetta a chi riceve solo la nuda proprietà, ma a chi ha la disponibilità effettiva dell’immobile e può utilizzarlo.
A questo proposito è necessario chiarire il requisito della “detenzione materiale diretta”. Questo è infatti il punto più delicato e quello che genera più dubbi. Per “detenzione materiale e diretta” non si intende necessariamente che l’erede debba stabilire la sua residenza principale nell’immobile ereditato, ma deve poterne disporre liberamente. Più nello specifico ha l’obbligo di rispettare alcuni vincoli:
Per quel che riguarda l’esclusività e la continuità è necessario che la detenzione duri per l’intero periodo d’imposta (dal 1° gennaio al 31 dicembre). Parallelamente se si decide di affittare l’immobile o concederlo in comodato d’uso, si perde il diritto alla detrazione per quell’anno. La locazione, infatti, trasferisce la detenzione all’inquilino e viene meno il requisito principale del bonus casa per immobili ereditati. Inoltre se l’immobile è occupato al momento della successione (per esempio da un inquilino con contratto in corso), non si perdono completamente le detrazioni residue. Una volta che l’immobile tornerà libero e se ne riottiene la disponibilità, infatti, si potrà ricominciare a fruire delle rate residue. L’ultimo elemento da considerare è che se si diventa “detentori” dell’immobile a metà anno (per esempio a giugno), la quota di detrazione di quell’anno specifico andrà perduta.
La nuova Legge di Bilancio ha confermato la proroga per i principali bonus legati alle ristrutturazioni e all’efficientamento energetico pur mantenendo l’andamento al ribasso delle aliquote.
Cosa succede se l’immobile ereditato è in comproprietà? È un’eventualità comune che una casa venga ereditata da più fratelli o persone della stessa famiglia. In queste situazioni, più articolate, la ripartizione del bonus segue la logica del possesso effettivo. Se più fratelli utilizzano insieme l’abitazione come nel caso di una casa vacanze allora potranno dividere la detrazione in base all’uso che ciascuno ne fa durante l’anno. Se invece uno solo dei fratelli vive stabilmente nell’immobile o ne detiene le chiavi in via esclusiva sarà l’unico a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali. Questa distribuzione può cambiare di anno in anno adattandosi ai mutamenti nella gestione della casa da parte degli eredi.
Bisogna prestare molta attenzione al fatto che non tutti gli incentivi seguono lo stesso destino dopo la morte del beneficiario. Mentre i bonus legati agli interventi strutturali o al verde si trasferiscono agli eredi il Bonus mobili, proprio per la sua natura, segue un andamento diverso. Trattandosi di un’agevolazione considerata autonoma e strettamente legata alla persona che ha effettuato l’acquisto le quote residue non sono trasferibili per successione. Questo significa che se il titolare del beneficio viene a mancare le rate restanti andranno perdute e non possono essere inserite nella dichiarazione dei redditi dei figli o del coniuge.
Un ultimo aspetto fondamentale riguarda la sorte dei bonus fiscali nel caso in cui gli eredi decidano di vendere la casa. Se i lavori erano stati pagati dal defunto le rate residue rimangono agli eredi solo finché ne conservano la detenzione ma non possono mai essere trasferite al nuovo acquirente. Al contrario se sono stati gli eredi stessi a sostenere le spese per ammodernare l’immobile prima della vendita allora esiste una maggiore libertà di manovra. In questo caso le parti possono accordarsi per trasferire i restanti crediti fiscali a chi compra la casa purché tale decisione venga formalizzata in modo esplicito nell’atto di compravendita.
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