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Case Green

Case Green: una vera e propria rivoluzione. È cambiato tutto!

2 anni fa
Altieri Service
Casa

Ricordi tutta la polemica sulla normativa europea sulle case green? Quella per cui entro il 2030 le case avrebbero dovuto raggiungere la classe energetica E e la D entro il 2033? È cambiato tutto.

Facciamo il punto della situazione.

Molte delle cose contenute nella bozza del nuovo decreto le avevamo previste nei mesi scorsi, altre sono ancora in fase di definizione. Ma una cosa è certa, anzi due: la questione energetica non può più essere rimandata e che i prossimi mesi (non anni) saranno molto particolari.

Vediamo un po’ il perché.

Cosa troverai in questo articolo:

  • Direttiva Case Green, cos’è successo e cosa succederà
  • Come stimolare le riqualificazioni: la revisione degli incentivi
  • 2025: cosa fare nel tempo che ci resta. 3 consigli (più uno)

Direttiva Case Green, cos’è successo e cosa succederà

Con apposito comunicato stampa la Commissione Europea ha riferito di aver accolto con favore l’accordo politico sulle nuove norme per il miglioramento della prestazione energetica degli edifici in tutta l’Unione Europea.

Sono tanti gli aspetti coinvolti (anche quelli legati, per esempio, alla mobilità sostenibile) nella Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, ma per quello che qui ci interessa vogliamo soffermarci sugli aspetti “domestici” che ci riguardano più da vicino.

Per farlo abbiamo realizzato questa sintesi indicando l’obiettivo della direttiva e la nuova normativa, con le modalità con cui raggiungere i relativi traguardi.

Obiettivo Nuova bozza della Direttiva sulle Case Green
Eliminazione combustibili fossili Eliminazione graduale di caldaie a combustibili fossili negli edifici entro il 2040.
Obbligo installazione impianti solari sui tetti Installazione negli edifici di nuova costruzione, in quelli pubblici esistenti e in quelli non residenziali oggetto di ristrutturazione i cui interventi necessitano di autorizzazione.

 

Target di ristrutturazione (tutti gli edifici che sono oggetto delle misure della direttiva) Piano nazionale per la riqualificazione degli edifici per ridurre i consumi energetici in maniera graduale fermo restando l’obiettivo delle emissioni 0 per il 2050.

 

In estrema sintesi è stato eliminato il riferimento alle classi energetiche e l’obbligo di raggiungere il miglioramento dell’efficienza energetica nel prossimo decennio. Inoltre le misure riguardano non più le abitazioni private ma gli edifici pubblici e gli edifici di nuova costruzione.

Come stimolare le riqualificazioni: la revisione degli incentivi

C’è poi un altro aspetto parallelo: la questione degli incentivi fiscali.

La bozza della nuova direttiva, infatti, prevede uno stop agli incentivi per le caldaie a metano a partire dal 2025 che potranno essere agevolati solamente se saranno certificate come apparecchi a miscela mista (con idrogeno o biometano) o se abbinati a una componente di energia rinnovabile. Il Bonus Casa e l’Ecobonus sono validi fino al 31/12/2024 ma nel corso del 2024 andremo incontro a revisioni normative tali da allineare il nostro Paese a quanto previsto dalla direttiva europea sulle Case Green.

Possiamo dire che lo avevamo detto? Da mesi insistiamo sulla necessità di sostituire la caldaia e lo abbiamo fatto proprio perché era chiaro che qualcosa stesse cambiando. E seppur, ovviamente, non conoscevamo i dettagli di come sarebbe andata sapevamo che le fonti rinnovabili avrebbero occupato un ruolo sempre più centrale.

E ora la conferma ufficiale.

2025: cosa fare nel tempo che ci resta. 3 consigli (più uno)

Cosa fare, quindi?

Innanzitutto iniziare a valutare le nuove soluzioni tecnologiche: pompe di calore su tutte ma anche sistemi solari e sistemi ibridi. Poi sfruttare i prossimi mesi, quelli del 2024, per accedere ad agevolazioni fiscali che poi non esisteranno più (e già quelle che ci sono oggi sono meno convenienti di quelle degli anni passati). Terzo consiglio: valutare la costituzione di una comunità energetica.

Il GSE, il Gestore Servizi Energetici, le definisce come una forma di associazione tra consumatori di energia elettrica (i consumatori finali, tutti noi insomma) che si uniscono per produrre localmente tramite fonti rinnovabili l’energia elettrica necessaria per il proprio fabbisogno e mettendola in comune. I vantaggi delle comunità energetiche sono molteplici e vanno dalla riduzione dei costi delle bollette all’accesso a tariffe incentivanti passando per la valorizzazione dell’energia non utilizzata (che può essere venduta al fornitore).

E il quarto consiglio?

Continuare a seguirci sui nostri canali (il blog ma anche i canali social) e contattarci per pianificare i prossimi interventi. Noi ci siamo, sia come vendita e installazione di impianti di ultima generazione che come consulenza per analizzare e individuare le migliori opportunità che ti possono interessare.

Il futuro è sostenibile e Altieriservice si impegna ogni giorno per raggiungere questo obiettivo. Unisciti a noi!

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