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La storia del Superbonus del 110% che ha accompagnato il Decreto Rilancio e i mesi successivi con la definizione degli aspetti tecnici tramite i decreti attuativi, ha generato molta confusione. Questo per l’accumulo di informazioni, indiscrezioni, voci di corridoio, interrogativi e notizie che non sempre sono state poi confermate nei fatti.
Uno degli elementi di maggiore interesse per quel che riguarda l’Ecobonus del 110% è quello relativo alla possibilità di sostituire i condizionatori dell’aria. È possibile farlo? Sì, ma solo a determinate condizioni? Qual è il vantaggio di questo intervento? Quali documenti presentare? Iniziamo una nuova rubrica Ecobonus 110% FAQ, rispondendo alle principali domande (Frequently Asked Questions, appunto) su un aspetto specifico di questo particolare incentivo fiscale.
Siamo in piena estate e con il caldo che bussa alle porte di casa ed è quindi utile iniziare proprio dalle possibilità che l’Ecobonus del 110% offre per la sostituzione dei condizionatori.
Cosa troverai in questo articolo:
Per l’acquisto dei condizionatori è possibile accedere a diverse agevolazioni fiscali:
Per ottenere qualsiasi detrazione fiscale sull’acquisto dei condizionatori dell’aria è obbligatorio eseguire l’intervento entro la data prevista (per l’Ecobonus del 110% è il 31 dicembre 2021), pagare con sistema id pagamento tracciabile inserendo tutti i dati dell’acquirente e di chi esegue i lavori, inviare i documenti all’ENEA tramite l’apposito portale e, infine, indicare l’importo detraibile nella dichiarazione dei redditi (Modello Unico o 730).
Per il calcolo di quanto è possibile scaricare (detrarre) dalle tasse usufruendo dell’Ecobonus è necessario sottolineare due condizioni:
Da queste due condizioni si può procedere al calcolo. Se, per esempio, si sostituiscono i condizionatori di casa per un importo di 8000€ (che comprende sia il prezzo dei singoli climatizzatori che il costo dell’installazione e del collaudo) e si ha diritto all’ecobonus del 65%, si avrà diritto a una detrazione di 5200€ da inserire in dichiarazione dei redditi per un importo di 520€ annui per i successivi dieci anni. Questo perché l’importo totale (gli 8000€) va diviso nei dieci anni (quindi 800€) che va poi moltiplicato per il valore dell’ecobonus (in questo caso 65) e si ottiene il valore di quanto si scarica dei lavori di ristrutturazione.
A partire dal 2018 la comunicazione Enea è obbligatoria per tutti gli interventi per i quali si vuole beneficiare dell’ecobonus, al fine di consentire di controllare e valutare lo svolgimento regolare dei lavori che hanno portato a un effettivo miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile.
La detrazione fiscale (da non confondere con la deducibilità di alcune spese) per le ristrutturazioni è una particolare agevolazione che si applica alle tasse (IRPEF) che ogni cittadino ogni anno deve pagare. La detrazione, quindi, è una riduzione delle tasse che si pagano in rapporto al proprio reddito, non uno sconto di quanto si deve pagare per la ristrutturazione in sé.
Per rispondere a questa domanda è necessario verificare quali sono i requisiti previsti per ogni ecobonus, soprattutto per le unità edilizie per le quali si può applicare la detrazione fiscale.
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