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Intervenire sull’efficienza energetica degli edifici è una grande opportunità sia per i privati che per le imprese (oltre che per gli Enti del Terzo Settore). Con la riduzione delle altre agevolazioni fiscali, il Conto Termico 3.0 è a oggi una delle migliori opportunità cui fare riferimento.
Cosa troverai in questo articolo:
Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale destinato a supportare la riqualificazione degli edifici tramite incentivi rapidi e concreti. Mediante questi incentivi si vuole promuovere non solo l’efficientamento energetico, ma anche l’utilizzo di fonti rinnovabili. Rispetto al Conto Termico 2.0, la nuova versione introduce cambiamenti sostanziali che è doveroso conoscere.
Il Gestore Servizi Energetici (GSE), definisce il Conto Termico come quello strumento grazie al quale “è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo in tal modo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta”. Operativo dal 2013 e oggetto di diversi aggiornamenti nel corso del tempo, il Conto Termico 3.0 – che ha come obiettivo quello di favorire la transizione energetica – introduce rispetto al passato alcune novità:
Va inoltre registrato che le caldaie a condensazione escono invece tra gli interventi incentivabili con il Conto Termico 3.0. Uno degli aspetti più interessanti del Conto Termico 3.0 è la modalità con cui vengono erogati i contributi. A differenza delle classiche detrazioni fiscali, l’incentivo si traduce in un rimborso diretto sul conto corrente del beneficiario (o del fornitore, in caso di mandato all’incasso), gestito dal GSE.
Le percentuali variano a seconda dell’intervento. In generale, il contributo può coprire fino al 65% della spesa sostenuta per interventi legati alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Per quelli legati all’efficienza energetica, invece, la percentuale si attesta fino al 40%. In alcuni casi specifici – ad esempio per edifici pubblici situati in comuni fino a 15.000 abitanti, scuole e strutture sanitarie – è previsto un incentivo che può arrivare a coprire il 100% delle spese ammissibili.
Il rimborso può avvenire in un’unica soluzione se l’importo dell’incentivo non supera i 15.000€. In questi casi, il trasferimento della somma avviene entro circa 60 giorni dall’approvazione della pratica da parte del GSE. Se invece l’incentivo supera tale soglia, il pagamento viene suddiviso in più rate annuali (da due a cinque), in base alla tipologia di intervento.
Un’opzione particolarmente utile per chi effettua interventi tramite fornitori o installatori è il cosiddetto “mandato irrevocabile all’incasso”. In pratica, è possibile autorizzare il GSE a versare direttamente l’incentivo al soggetto che ha effettuato i lavori, permettendo così al cliente finale di ricevere fin da subito una fattura scontata dell’importo previsto.
Per accedere all’incentivo, è necessario presentare la domanda entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. Questo termine è stato recentemente esteso (in precedenza era di 60 giorni), proprio per agevolare la gestione delle pratiche da parte dei privati. Le Pubbliche Amministrazioni possono inoltre usufruire di una procedura di prenotazione che consente di bloccare le risorse economiche prima dell’inizio dei lavori.
Tra le principali novità del Conto Termico 3.0 c’è, come detto, l’ampliamento dei beneficiari. Possono infatti richiederlo:
Il Conto Termico 3.0 si articola sostanzialmente su tre categorie di interventi per i quali riconosce contributi economici. Questi riguardano:
Gli interventi incentivati includono:
Tra gli interventi incentivabili rientrano:
Le novità introdotte dal Conto Termico 3.0 includono anche:
In quest’ultimo caso, l’incentivo è previsto solo se la sostituzione dell’impianto termico è effettuata contestualmente all’installazione delle pompe di calore. Il vincolo è stato introdotto per favorire l’integrazione tra produzione rinnovabile, consumi elettrici per il riscaldamento e mobilità sostenibile.
Oltre a essere uno dei pochi strumenti di incentivazione ancora esistenti e che, oltretutto, è stato aumentato e non ridotto (come accaduto, invece, per l’Ecobonus), il Conto Termico 3.0 è una scelta vantaggiosa per diversi motivi. Oltre al rimborso diretto di parte delle spese, consente un risparmio concreto sulle bollette grazie alla riduzione dei consumi energetici e contribuisce ad aumentare il valore dell’immobile.
Gli interventi ammessi favoriscono anche la sostenibilità ambientale, grazie all’uso di fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza, migliorando l’autonomia energetica di edifici privati e pubblici. Pur non essendo cumulabile con altri incentivi statali sulla stessa spesa, può essere integrato con fondi di garanzia e, per le Pubbliche Amministrazioni e le Comunità Energetiche, può coprire fino al 100% dei costi ammissibili.
Per ottenere gli incentivi previsti dal Conto Termico 3.0 è indispensabile predisporre una documentazione completa e conforme ai requisiti stabiliti dal GSE. Tra gli elementi obbligatori rientrano sia i documenti tecnici dell’intervento che le attestazioni energetiche. I principali documenti da conservare sono:
I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario con causale specifica per il Conto Termico, come indicato dal GSE.
La procedura per accedere al Conto Termico 3.0 prevede diverse fasi, che devono essere seguite con attenzione per non rischiare di perdere l’incentivo. Il processo può essere gestito direttamente dal soggetto responsabile (il proprietario o chi sostiene la spesa sull’immobile) oppure da un soggetto delegato. Il percorso si articola in tre fasi principali: verifica della fattibilità, esecuzione dei lavori ed elaborazione della pratica.
Nella prima fase viene effettuato un controllo tecnico preliminare per accertare che l’intervento sia effettivamente compatibile con i requisiti previsti dal Conto Termico 3.0. Si analizzano le caratteristiche dell’impianto esistente, si valutano le possibili soluzioni ammesse all’incentivo e si calcola l’importo stimato del contributo economico ottenibile.
La seconda fase riguarda l’esecuzione dei lavori, che deve avvenire nel rispetto delle indicazioni fornite nella fase precedente. Il beneficiario realizza l’intervento con l’impresa installatrice, mantenendo traccia delle operazioni svolte e conservando tutta la documentazione utile.
La terza e ultima fase è quella dell’elaborazione della pratica, ovvero la preparazione e l’invio della richiesta di incentivo al GSE tramite la piattaforma Portaltermico. In questa fase vengono raccolti tutti i documenti richiesti (tecnici, amministrativi e fiscali), verificati per completezza e correttezza, e successivamente caricati sul portale. Una volta inviata la domanda, il GSE rilascia la cosiddetta “Lettera di Avvio”, che conferma l’accettazione della richiesta e fornisce la “Scheda Contratto”, documento che riassume i dati dell’intervento e le condizioni dell’erogazione. Infine, viene comunicata la data di pagamento dell’incentivo, che a seconda dell’importo potrà avvenire in un’unica soluzione oppure in più rate annuali. È importante ricordare che la domanda deve essere inviata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.
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