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Quando si parla di manutenzione c’è sempre un grande equivoco. Anzi, due. Ma quello sul fatto che sia inutile quando l’impianto funziona l’abbiamo già affrontata. Ora è doveroso parlare di manutenzione ordinaria e straordinaria chiarendo le differenze anche e soprattutto dal punto di vista normativo anche per quel che riguarda l’obbligo di registrare questi interventi sul libretto di impianto.
Cosa troverai in questo articolo:
La manutenzione ordinaria comprende tutti gli interventi periodici che hanno come obiettivo quello di conservare l’impianto nelle stesse condizioni in cui è stato installato. Per quel che riguarda i climatizzatori i principali interventi riguardano:
Sono le operazioni che si fanno con regolarità, indipendentemente da guasti o malfunzionamenti, per prevenire il degrado e mantenere l’efficienza. Una manutenzione ordinaria ben fatta è anche il modo più efficace per intercettare in anticipo problemi che, se lasciati evolvere, diventano manutenzione straordinaria.
La cadenza raccomandata è almeno una volta l’anno per gli impianti a uso residenziale, preferibilmente prima dell’inizio della stagione estiva. Per le attività commerciali (uffici, negozi, studi professionali) la frequenza scende a ogni sei mesi, perché le ore di utilizzo sono maggiori e il carico sugli impianti più elevato.
La manutenzione straordinaria riguarda interventi più invasivi, che incidono sulla funzionalità strutturale dell’impianto:
In questo caso si tratta di operazioni che si rendono necessarie a seguito di guasti, usura o eventi accidentali, non come routine programmata. Va anche detto che qualsiasi intervento che comporti l’apertura del circuito frigorifero richiede obbligatoriamente un tecnico in possesso della certificazione F-Gas, prevista dal DPR 146/2018. I gas fluorurati contenuti nel circuito sono sostanze ad alto impatto ambientale, motivo per cui la normativa impone obblighi precisi di tracciabilità e gestione, e solo personale certificato può operare su questi componenti.
La distinzione tra manutenzione ordinaria e straordinaria, per quanto semplice ed evidente, genera confusione perché lo stesso problema può avere a volte cause diverse. L’aria fresca che non esce può dipendere dal filtro ostruito (manutenzione ordinaria) ma anche da un guasto (manutenzione straordinaria). Di certo c’è che qualsiasi problema è sempre meglio non sottovalutarlo e fare regolarmente la manutenzione ordinaria, che è propedeutica a evitare quella straordinaria.
Per le imprese c’è poi anche un’altra questione. I costi di manutenzione ordinaria sono deducibili come spese d’esercizio nel periodo d’imposta di competenza. Gli interventi straordinari vengono invece tipicamente capitalizzati e ammortizzati, perché incrementano il valore dell’asset.
L’importanza della manutenzione è legata anche alla garanzia. I produttori condizionano generalmente la copertura al rispetto delle indicazioni di manutenzione e al ricorso a tecnici autorizzati. Interventi non conformi (fatti in autonomia o da tecnici non autorizzati) possono invalidare la garanzia e, in caso di problemi, soprattutto a livello aziendale, essere responsabili di importanti conseguenze.
Sia la manutenzione ordinaria che quella straordinaria devono essere registrate sul libretto di impianto dal tecnico che le effettua. Avere il libretto aggiornato non è solo un obbligo formale, ma è una tutela in caso di ispezione, contestazione sulla garanzia e in caso di compravendita o locazione dell’immobile.
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