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Abbiamo più volte posto l’attenzione sul risparmio energetico, anche dando delle indicazioni pratiche su come perseguire questo obiettivo in casa.
Ma se volessimo capire se quello che stiamo facendo è davvero capace di incidere sulle bollette? Dobbiamo occuparci di come misurare il risparmio energetico e per farlo bisogna considerare diversi elementi.
Il risparmio energetico, ovvero la riduzione del consumo di energia attraverso l’adozione di misure efficienti e tecnologie avanzate, può essere calcolato con diverse formule in base al tipo di analisi che si intende fare:
Queste formule possono aiutare ad avere una stima iniziale di quelli che sono i consumi energetici in casa e individuare: quanta energia si utilizza in un determinato periodo, quali sono i periodi o le fonti di principale consumo e, di conseguenza, quali quelle sulle quali conviene intervenire (anche a fronte dell’investimento da sostenere).
Per effettuare le misurazioni più precise è possibile ricorrere ai contatori di energia (che forniscono misurazioni in tempo reale) o ai software di gestione energetica (alcuni tool sono disponibili anche online) con i quali fare un audit generale della propria abitazione.
Qualsiasi calcolo dei consumi energetici e del possibile risparmio che si può ottenere che non tengano conto della realtà specifica di quella singola abitazione sono parziali e generici e quindi meno efficaci di un’analisi che tenga conto delle diverse variabili che entrano in gioco.
Tra queste ricordiamo la grandezza dell’abitazione, il numero delle persone che ci abitano, gli aspetti edilizi (isolamento termico, qualità degli infissi, eccetera), il comportamento degli abitanti, l’efficienza degli elettrodomestici, le condizioni climatiche, l’uso di soluzioni tecnologiche e il tipo di fonti di energia utilizzata. Ciascuno di questi elementi può rappresentare una fonte di consumo energetico maggiore o minore e una soluzione di risparmio energetico.
Come abbiamo solamente accennato sono tantissime le variabili da cui partire sia per analizzare i consumi in senso stretto che il costo associato a tali consumi. Il risparmio energetico si concretizza sia nell’adozione di soluzioni capaci di ridurre la quantità di energia utilizzata che nell’utilizzo di dispositivi che per la stessa attività necessitano di minore energia. Se su alcuni elementi non si può intervenire (come la posizione della casa e le condizioni climatiche) su altre si può fare davvero molto.
Qualche esempio?
L’installazione di una caldaia a condensazione così come di un climatizzatore in classe energetica più elevata o, ancora, il ricorso a un impianto fotovoltaico sono tutte soluzioni che, a fronte del costo iniziale, assicurano un risparmio energetico importante e misurabile. Il confronto tra il prima e il dopo è evidente e vantaggioso sia dal punto di vista economico che di qualità della vita e di impatto ambientale.
Da dove iniziare, quindi?
Il nostro consiglio è di partire da un’analisi approfondita della tua casa misurando i consumi reali. Da qui è possibile individuare gli interventi potenzialmente più vantaggiosi e programmarli nel corso del tempo così da portare la tua casa a un livello di efficienza sempre maggiore e migliore. Misurando di volta in volta quanto hai risparmiato e guadagnato.
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