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Dire acqua potabile vuol dire parlare di “acqua destinata al consumo umano” e caratterizzata dall’essere incolore, insapore, inodore e priva di una serie di particelle, microrganismi, parassiti e sostanze chimiche che possono rappresentare un potenziale pericolo per la salute. Acqua potabile, però, non è sempre sinonimo di acqua davvero “sicura” e “sana”.
Questo perché “potabile” significa semplicemente che gli inquinanti presenti rientrano nei limiti di legge per prevenire danni immediati alla salute. Questo non equivale necessariamente a “ottimale” dal punto di vista del benessere a lungo termine.
Tante le cause di un fenomeno spesso sottovalutato e che rende ancora più urgente ribadire l’importanza di depurare l’acqua di casa. No, l’alternativa non è l’acqua in bottiglia che rappresenta solamente un aumento dei problemi (plastica, ingombro, qualità) che, invece, l’acqua depurata risolve pienamente.
L’acqua potabile non è totalmente priva di sostanze potenzialmente pericolose per la salute. I rigorosi controlli cui l’acqua che passa nelle condutture pubbliche viene sottoposta, verificano che quelle sostanze siano all’interno di determinati parametri. Ma ci sono situazioni particolari per le quali queste sostanze, anche in minima quantità, possono essere pericolose e che posso provocare importanti conseguenze sulla salute.
Le sostanze invisibili presenti nell’acqua su cui porre attenzione sono principalmente il cloro, i nitrati e i metalli pesanti come piombo, mercurio, arsenico e rame. Il cloro, infatti, può provocare, soprattutto nei bambini, secchezza della pelle, irritazione delle mucose e prurito, ma anche rischi per la salute dell’apparato respiratorio. I nitrati, invece, sono molto pericolosi per i neonati e per le donne in gravidanza. I metalli pesanti sono invece associati a potenziali danni agli organi e interferenze con il metabolismo cellulare anche considerando che tendono ad accumularsi nell’organismo.
Questi i rischi da conoscere soprattutto quando in casa ci sono categorie di persone più vulnerabili. È il caso dei bambini piccoli e dei neonati che hanno un sistema immunitario ancora immaturo e che hanno un organismo in pieno sviluppo che richiede una quantità maggiore di liquidi in rapporto al peso corporeo, il che significa che sono esposti a concentrazioni relativamente più elevate di qualsiasi sostanza presente nell’acqua.
Anche gli anziani, per ragioni diverse, sono soggetti fragili per le quali è preferibile prevedere l’utilizzo di acqua depurata. Con il passare degli anni, infatti, la capacità dell’organismo di eliminare tossine e sostanze di scarto si riduce progressivamente. Questo significa che sostanze come metalli pesanti, cloro e altri contaminanti possono accumularsi più facilmente nel loro organismo.
Infine, chi soffre di patologie croniche (in particolare quelle che coinvolgono reni, fegato o apparato gastrointestinale) ha un organismo già sottoposto a stress continuo. Per queste persone, anche piccole quantità di contaminanti possono rappresentare un carico eccessivo per organi già compromessi.
Bere acqua depurata, quindi, è una scelta benefica sia nel breve che nel medio-lungo periodo. Ma non è solamente questa la ragione per cui conviene depurare l’acqua di casa. L’assenza di sostanze chimiche e impurità rende l’acqua più leggera e facile da assimilare per l’organismo. Questo favorisce una corretta idratazione e un miglior funzionamento dell’apparato digerente, contribuendo a ridurre problemi di acidità di stomaco e favorendo il benessere intestinale generale.
Ma c’è anche un altro aspetto troppo spesso trascurato: l’acqua depurata ha un impatto significativo sulla qualità di ciò che mangiamo. Utilizziamo l’acqua per lavare frutta e verdura, ma anche e soprattutto per cucinare pasta, riso, brodo, preparare diverse bevande (tè, tisane, caffè): l’eliminazione di tutte le sostanze potenzialmente pericolose per la salute si traduce anche in sapori degli alimenti più naturali e autentici. Utilizzare acqua depurata per cucinare non solo permette di ottenere sapori migliori, ma anche di evitare che eventuali contaminanti si concentrino durante la cottura. Molti microrganismi, infatti, non vengono eliminati dalle alte temperature, e portare l’acqua a ebollizione può addirittura concentrare alcuni metalli pesanti.
Ricordiamo anche che l’utilizzo dell’acqua depurata permette di ridurre le incrostazioni calcaree su pentole, elettrodomestici e rubinetti. Questo non solo contribuisce a mantenere inalterate le proprietà organolettiche degli alimenti durante la cottura, ma anche a migliorare la pulizia e prolunga la vita degli apparecchi.
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