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manutenzione caldaie

Quando scade lo sconto in fattura per le caldaie?

4 anni fa
Altieri Service
Riscaldamento

La buona notizia è che il Bonus Caldaia è stato confermato, così come la formula dello sconto in fattura per usufruire dei vari ecobonus, compreso quello per la sostituzione della caldaia. È però importante conoscere le date di scadenza delle varie agevolazioni per comprendere quando conviene procedere con questo intervento.

Cosa troverai in questo articolo:

  • Le scadenze degli Ecobonus
  • Perché rimandare al 2023 o al 2024 quello che puoi fare oggi (e meglio)?
    • #1 Cambiamenti normativi
    • #2 Aumento dei prezzi
    • #3 Sprecare soldi (e tempo)

Le scadenze degli Ecobonus

Con l’approvazione della Legge di Bilancio sono stati prorogati tutti gli Ecobonus (50%, 65% e 110%) ma con alcune precise distinzioni. Il Superbonus del 110%, per esempio, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2023, ma per i lavori eseguiti sugli edifici unifamiliari la scadenza è il 31 dicembre 2022 a patto che il 30% dei lavori sia stato completato entro il 30 giugno 2022. Le detrazioni del 50% e del 65% (che possono diventare del 70% o del 75% se riguardano interventi su parti comuni dei condomini) – quelle che convengono di più per la sostituzione della caldaia anche perché burocraticamente più semplici e perché richiedono un esborso economico minore – sono invece prorogate fino al 31 dicembre 2024. La formula dello sconto in fattura (e quindi quella della cessione del credito) sono estese fino alla fine del 2024.

Abbiamo ancora tre anni, tutto il 2022, il 2023 e il 2024 per cambiare la caldaia. Possiamo stare tranquilli, quindi?

Perché rimandare al 2023 o al 2024 quello che puoi fare oggi (e meglio)?

Se è vero che abbiamo ancora 36 mesi di sconto in fattura da applicare agli ecobonus per sostituire la caldaia è altrettanto vero che ci sono valide ragioni per non aspettare oltre e farlo il prima possibile. Sono tre i motivi principali per cui questo 2022 è l’anno migliore per scegliere di ammodernare la tua casa dal punto di vista energetico senza attendere oltre.

#1 Cambiamenti normativi

Una volta approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale una legge è operativa e, quindi, affidabile. Vero, ma anche che essa può essere abrogata o modificata. Chi ci garantisce, com’è avvenuto anche quest’anno, che nella prossima legge di bilancio non ci siano modifiche e restrizioni tali da vanificare la convenienza degli attuali ecobonus? Possiamo essere certi che lo sconto in fattura non possa venire sospeso o abrogato? No, motivo per cui, parafrasando Lorenzo il Magnifico (Lorenzo de Medici), Del doman non v’è certezza, quindi, continuando con i detti e i modi di dire, meglio un uovo oggi che una gallina domani.

#2 Aumento dei prezzi

In molti si saranno resi conto che nelle ultime settimane vi è un considerevole aumento dei prezzi delle forniture energetiche. Parallelamente, anche se è un fenomeno noto principalmente agli addetti ai lavori, anche l’approvvigionamento di materie prime sta diventando un problema. Ciò che ieri pagavamo una determinata cifra oggi costa 10, 20, 50, 100 volte tanto. Perché andare a pagare di più quello che oggi possiamo ottenere a meno, magari sfruttando proprio questa fase di inflazione e aumento sconsiderato dei prezzi e dei costi?

#3 Sprecare soldi (e tempo)

Ultimo motivo di riflessione: sostituire la caldaia nel 2023 o, peggio, nel 2024, significa che per i prossimi 12 o 24 mesi dovremo continuare a consumare, sprecare e pagare energia che, invece, potremmo gestire meglio sia in termini economici che di inquinamento e prestazioni. La nuova caldaia, infatti, ci permetterebbe fin da subito, dal momento della prima accensione, di migliorare il confort energetico della casa, abbattere significativamente i costi in bolletta e contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti. Può tutto questo essere rimandato?

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