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L’innovazione tecnologica promette sempre tanti (e importanti) miglioramenti. Nel settore del riscaldamento e del controllo della temperatura degli ambienti (domestici e professionali), un contributo importantissimo è arrivato sicuramente dai termostati intelligenti. Dispositivi di per sé molto semplici ma che promettono di ridurre gli sprechi, ottimizzare i consumi energetici e migliorare il comfort nelle stanze della casa e negli uffici e nei luoghi di lavoro. Ma, diciamocelo chiaramente, quanto di tutto questo è reale e quanto è marketing?
La risposta dipende dall’impianto, dalle abitudini di chi abita la casa e dal punto di partenza. Perché un termostato smart può essere uno degli investimenti con il miglior rapporto costi-benefici disponibili oggi, oppure una spesa inutile.
Cosa troverai in questo articolo:
Per rispondere alla domanda che ci siamo posti è doveroso innanzitutto fare una sorta di chiarimento terminologico (ma soprattutto tecnologico) tra tre diverse tipologie di termostato.
Per termostato tradizionale si intende quel dispositivo che ha un principio di funzionamento molto semplice. Quando la temperatura scende sotto il valore impostato, accende la caldaia; quando lo raggiunge, la spegne. Nessuna programmazione, nessuna distinzione tra giorno e notte, tra giorni feriali e weekend. Se nessuno interviene manualmente, l’impianto lavora allo stesso modo sia che ci sia qualcuno in casa sia che non ci sia nessuno.
Il cronotermostato ha aggiunto la possibilità di programmare fasce orarie settimanali. Un cambiamento che permette di ridurre la temperatura della caldaia di notte, di abbassarla durante le ore di assenza e di farla aumentare prima del rientro a casa. Funziona bene quando le abitudini sono regolari e prevedibili. Meno bene quando la vita è meno programmabile.
Il termostato smart va oltre la tabella oraria fissa. Impara le routine degli occupanti, legge le previsioni meteo, sa quando qualcuno sta rientrando grazie alla geolocalizzazione dello smartphone. Gestisce l’impianto in modo dinamico, adattandosi a ciò che succede davvero invece di seguire uno schema stabilito settimane prima. È un approccio completamente nuovo e per molti aspetti rivoluzionario.
I dati disponibili, come quelli riportati dalla ricerca condotta dall’Università di Cambridge, indicano un risparmio di circa il 22% sui consumi di riscaldamento rispetto a una gestione tradizionale. In condizioni ottimali si può arrivare anche al 30%. Tradotto in euro, significa tra i 200€ e i 350€ all’anno per un’abitazione di medie dimensioni con una spesa energetica nella norma.
Il risparmio massimo si ottiene quando entrano in gioco più fattori insieme:
La precisione della regolazione elettronica, spesso al decimo di grado, elimina le oscillazioni termiche dei vecchi sistemi meccanici. I report digitali generati dal dispositivo permettono inoltre di identificare sprechi che altrimenti resterebbero invisibili. Possiamo dire che i termostati smart possono far risparmiare eccome, ma solo se messi nelle condizioni di poterlo fare.
Un termostato smart dà il meglio di sé in contesti con alta variabilità. Famiglie con orari lavorativi irregolari, persone che viaggiano frequentemente, uffici con presenze discontinue: sono tutti casi in cui l’ottimizzazione automatica produce risparmi reali e misurabili. Lo stesso vale per le seconde case, dove il controllo da remoto permette di trovare gli ambienti a temperatura al momento dell’arrivo senza aver riscaldato per giorni a vuoto.
Esistono però situazioni in cui un cronotermostato tradizionale è una scelta più proporzionata. Una casa abitata continuativamente, con presenze stabili durante tutto il giorno, ha esigenze termiche prevedibili che non richiedono automazioni complesse. Un impianto obsoleto e non modulante non è in grado di interpretare i segnali avanzati di un dispositivo intelligente. In questi casi il termostato smart finirebbe per funzionare come un normale cronotermostato, senza sfruttarne le potenzialità.
Proprio per questo prima di scegliere un modello di termostato smart, è utile verificare la compatibilità con la propria caldaia. Alcuni impianti supportano protocolli di modulazione avanzati che permettono al termostato smart di dialogare con il bruciatore in modo continuo, regolando la potenza in tempo reale. Altri funzionano esclusivamente con un semplice contatto elettrico on/off e il termostato smart può comunque essere installato, ma la gestione dell’impianto sarà meno efficiente.
Il riscaldamento a pavimento richiede un’attenzione specifica. I sistemi radianti hanno un’inerzia termica molto maggiore rispetto ai radiatori tradizionali e i tempi di risposta vanno configurati correttamente per evitare che la logica smart generi oscillazioni invece di stabilizzare la temperatura. Negli impianti centralizzati con contabilizzazione, l’abbinamento con valvole termostatiche elettroniche permette una gestione stanza per stanza, con vantaggi significativi sul comfort e sui consumi.
Per gli impianti più datati esistono adattatori che permettono di installare le valvole smart sui corpi valvola esistenti. In tutti i casi, affidarsi a un tecnico per l’installazione garantisce il collegamento corretto e la configurazione ottimale del sistema, condizione necessaria per ottenere i risparmi attesi.
I termostati smart, quindi, incidono molto e convengono tanto. Non sfruttare questa opportunità è un vero spreco e un danno (non solo economico) a sé stessi, alla propria casa e alla propria famiglia.
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