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Ecobonus 110%: quando incassare e cedere il credito

6 anni fa
Altieri Service
Condizionamento

Tra le caratteristiche principali dell’Ecobonus 110% e che lo rendono particolarmente vantaggioso c’è la possibilità di ottenere uno sconto in fattura o di cedere il credito maturato. Trattandosi di una vera e propria novità, non presente nei tradizionali ecobonus del 65% e 50%, va analizzata con attenzione, comprendendo meglio di cosa si tratta e come potervi accedere. L’Ecobonus del 100% può essere utilizzato in tre diverse modalità:

  • detrazione fiscale:
  • sconto in fattura;
  • cessione del credito.

Nel primo caso si tratta del classico modo di beneficiare di questo tipo di agevolazione fiscale, andando a ottenere una riduzione (compensazione) delle rate delle imposte nei cinque anni successivi. Lo sconto in fattura è, come vedremo, una particolare forma di cessione del credito che viene erogata direttamente all’impresa che svolge i lavori. La cessione del credito vera e propria, invece, consente di monetizzare l’Ecobonus cedendo a una banca o a un intermediario finanziario la somma maturata. Scopriamo più nel dettaglio come funziona lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Cosa troverai in questo articolo:

    • Lo sconto in fattura
    • La cessione del credito
  • Uno sguardo al futuro

Lo sconto in fattura

Una delle più appetibili novità dell’Ecobonus del 110% è quella che consente di ottenere uno sconto immediato sulla fattura dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica presso l’impresa che esegue i lavori. L’impresa avrà poi la possibilità di trasformare lo sconto concesso in una detrazione fiscale o, in alternativa, di cederlo a un istituto di credito o a un intermediario finanziario. L’aspetto vantaggioso di questo provvedimento è che, in sostanza, i privati (ma anche i condomini) potranno svolgere i lavori a prezzi molto vantaggiosi (o in alcuni casi anche a costo zero), le imprese avranno la possibilità di svolgere i lavori e, allo stesso tempo, di incassare un credito fiscale del 10% sugli interventi eseguiti.

La cessione del credito

il Decreto Legge 34 del 18 maggio 2020, all’articolo 121 (Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile) specifica come ci sia la possibilità della “trasformazione  del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari”. Tramite circolare dell’Agenzia delle Entrate saranno resi noti i dettagli per poter ottenere questo credito. Va specificato come le banche e gli intermediari finanziari non sono obbligati ad accettare il credito, è quindi fondamentale accertarsi di questa disponibilità prima di avviare la pratica per l’ottenimento.

Uno sguardo al futuro

In attesa dei decreti attuativi ufficiali, nei quali verranno indicati anche le misure di controllo e i provvedimenti da attuare in caso di violazione delle normative approvate, è utile concentrarsi su alcuni aspetti dell’Ecobonus del 110%. I decreti attuativi dovranno rispondere a molti quesiti che in queste settimane si stanno rincorrendo. I principali sono quelli legati alle tempistiche di erogazione del credito da parte delle banche e degli intermediari, soprattutto considerando l’importanza, anche strategicamente parlando, in questo periodo di poter accedere a una liquidità. Restano da capire se poi le responsabilità siano di natura civile o anche penali, così come quali saranno le condizioni per quel che riguarda ritenuta d’acconto e IVA sullo sconto applicato dalle imprese.

A oggi l’Ecobonus del 110% è una grande speranza per molti settori, ma anche per i singoli cittadini, che però richiede conferme ufficiali per comprenderne la portata e la reale efficacia. Inoltre non è da sottovalutare come si continui a posticipare l’avvio di questa agevolazione fiscale (inizialmente prevista per i primi di luglio), mantenendo inalterata la data di conclusione (fine 2021). La fase storica che stiamo vivendo necessita urgentemente di interventi propositivi capaci di rilanciare un’economia sofferente e per molti aspetti in emergenza. E se è vero che dalle crisi si può uscire più forti è altrettanto vero che per farlo bisogna individuare soluzioni efficaci che vadano oltre semplici palliativi.

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